mercoledì 15 aprile 2009

Ecco il destriero selvaggio. Chi lo domerà?
Eccolo. A Vittuone, nel ventre molle dell'ETM (est ticino milanese) è arrivato IL DESTRIERO. Uno dei più grandi shopping center dell'area metropolitana.
Nuova piazza: luogo/non luogo d'incontro. Ma non volontario.
Nuova religione (religio = legame, vincolo): simboli che creano legami. Ma non coscienti.
Inutile illudersi di restarne fuori. Come un buco nero nello spazio, la sua forza d'attrazione è superiore a quella di repulsione.
Per non essere buttati a terra, bisogna domarlo (conoscerne i reali contenuti, capirne le intime relazioni).
Cosa collega prezzi bassi e working poors (lavoratori poveri, cioè coloro che - pur lavorando ogni giorno - non guadagnano abbastanza per un vita dignitosa)?
Indubbiamente nel nuovo "centro" fare la spesa è conveniente, se si tengono gli occhi aperti e si sceglie solo ciò che è utile. Inoltre, la concorrenza in zona ha scatenato guerra dei prezzi e corsa ai ribassi (effetti collaterali: chiusura dei piccoli negozi sotto casa, svuotamento del centro storico, traffico caotico e inquinante).
L'altra faccia della medaglia sono le tante persone che lì lavorano senza contratto tipico (a tempo pieno e senza termine). E, paradosso di un centro commerciale, molte non hanno il contratto del commercio, ma di categorie più deboli (multiservizi, trasporti, ecc.). Alcuni non hanno nemmeno il contratto collettivo, ma solo quello individuale: il contratto a progetto (?)
Risultato: pur disponendo di prodotti a basso prezzo, buona parte di chi lavora al Destriero (mezzo migliaio, ma il numero preciso non si conosce, per 50 negozi) non raggiunge i 1.000 euro al mese. Qualcuno non arriva neanche a 500. Così è impossibile mantenere una famiglia e a volte neppure un single. Può reggere un simile modello?
Il capitalista Henry Ford all'inizio del '900 affermava che non c'è vero progresso se non è per tutti. E sosteneva, anche a suo vantaggio, di pagare di più gli operai perché potessero acquistare le auto che producevano. Per il loro benessere, gli operai dipendevano da gente come lui (e Ford dipendeva da loro per la sua ricchezza).
Oggi, nel capitalismo selvaggio e impersonale del 2000, i nuovi lavoratori perdono diritti per l'oggi e sicurezza per il domani. Oggi, un buon livello di vita sembra non dipendere da un lavoro decente ma dal fare debiti. Così la dipendenza è doppia: dal "datore di lavoro" (le imprese) e dal "datore di credito" (le banche). Invece di essre più liberi, nel nuovo millennio siamo più oppressi: dal lavoro precario e dai pagherò.
Ma i tanti che hanno meno cominciano a capire che la loro vita non buona dipende dai pochi che hanno tanto (troppo, dice anche Obama). Insieme, possono provare a domare questo capitalismo selvaggio.

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