venerdì 24 aprile 2009

La Lombardia abolisce il gelato da passeggio?
Gelaterie, yogurterie, gastronomie, rosticcerie, pizzerie d'asporto, pasticcerie, take-away d'ogni tipo, laboratori di preparazione di kebap o kebab e similari. Tutti questi artigiani (oltre seimila in Lombardia) rendono più piacevole passeggiare per strada con la possibilità di una sosta per gustare una specialità gastronomica, una golosità. Insomma, sono una dolce (o salata) pausa "contro il logorio della vita moderna", come diceva una vecchia pubblicità.
D'ora in poi, in Lombardia, questa gradevole possibilità sarà fortemente limitata. Lo prevede una leggina approvata il 21 aprile dal consiglio regionale. Per chi fa la "somministrazione non assistita" (lasciar consumare fuori, sul marciapiede o su una panchina, i propri prodotti), la norma stabilisce: orari di chiusura restrittivi, divieto di consumare all'esterno del locale, divieto di vendere bevande alcoliche e analcoliche. Multe salate, e la chiusura temporanea del locale, colpiranno gli inadempienti. I sindaci potranno prevedere deroghe, ma solo se l'attività si svolge fuori dal centro abitato o in zona industriale (?).
Sembra una presa in giro. Che fine farà il gelato da passeggio? Lo leccheremo nella gelateria (in fretta, per lasciar posto ad altri clienti) o lo porteremo di corsa a casa (mentre si scioglie in mano)? E il trancio di pizza bello caldo, ce lo dobbiamo portare in ufficio (già bello freddo)?
Invece è proprio così. I promotori della leggina - la somma di due progetti di legge, uno di consiglieri della Lega, l'altro del Partito della Libertà (?) - la motivano con la necessità di non causare disturbo all'ambiente e alla quiete pubblica, di impedire fastidiosi assembramenti davanti a tali esercizi artigianali.
Pretesti. I regolamenti contro gli schiamazzi o chi sporca per terra ci sono già: basta farli rispettare e multare gli inadempienti. Invece, impedire le aperture notturne contribuisce a rendere meno sicure le nostre strade.
In realtà, tali norme sono in parte inapplicabili: come si può fare una multa se una persona consuma il prodotto, mettiamo, a 10 metri dall'esercizio? In parte, però, potrebbero venire utilizzate per accanirsi nei confronti di chi si vorrebbe penalizzare, per esempio le kebaberie. Questo è il bersaglio, xenofobo, contro cui la proposta di legge è nata. Poi l'ambito di applicazione della leggina è stato esteso per non renderla discriminatoria (e anticostituzionale). Così la Regione Lombardia ha varato questa bella c......, battezzata dai giornali "legge anti-kebab.
I cittadini lombardi (e i turisti) ringrazieranno?
PS: un sindaco di buon senso che fa? Deroga, cioè non applica la leggina sul territorio comunale.

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