lunedì 25 maggio 2009

Berlusconi non è un mistero, è cortigiana l'informazione .
"Sapevo bene che il modo in cui avevo reso la mia testimonianza (non ho mentito ma ho evitato alcuni punti spinosi, per usare un eufemismo) avrebbe tenuto mister B. fuori da un mare di guai, in cui l'avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo". Questo è un passaggio cruciale della lettera scritta dall'avvocato inglese David Mills al suo commercialista. Mills era già stato condannato quattro mesi fa per aver intascato una bustarella di 600mila dollari dal premierBerlusconi. Secondo i giudici (le motivazioni della sentenza sono uscite in questi giorni), quei soldi servivano a corrompere Mills per tenere il Cavaliere fuori da varie indagini sulla Fininvest. Nel frattempo, il lodo Alfano ha fatto diventare il premier, per legge, "un cittadino al di sopra di ogni sospetto".
Questa notizia sarebbe di pubblico dominio (io la riprendo da un articolo di Alexander Stille per Internazionale), ma tv e giornali italiani - sempre più cortigiani - si sono limitati a riportare i commenti di Berlusconi ("sentenza scan-da-lo-sa") e delle opposizioni, senza invece dare dati o fatti per permettere al lettore di giudicare.
So bene che, oggi, a molti italiani che votano Berlusconi (1 elettore su 4, non la maggioranza; ma in percentuale sui voti validi diventeranno il 40%) non interessa la verità. Verità che non verrà mai svelata del tutto in tribunale, dato che il processo va in prescrizione nel 2010.
Ma prima o poi il vento girerà e allora molti si vergogneranno di un premier che, in tutto il mondo, è scan-da-lo-so.

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