mercoledì 27 maggio 2009

Contro la "dittatura dei corpi perfetti" subita dalle donne.
"Non levarmi le rughe, lasciamele tutte, non me ne togliere neppure una, ci ho messo una vita a farmele" diceva, cinquant'anni fa, l'attrice Anna Magnani al suo truccatore. Parole impronunciabili oggi. La tv impone lo stereotipo di un corpo perfetto, in particolare alle donne, proponendole come oggetto di desiderio (sessuale). Ne consegue la rincorsa, anche chirurgica, ad apparire "rifatte".
Il filosofo Umberto Galimberti suggerisce che dovremmo fare un lifting alle nostre idee, anziché alla nostra faccia, per non rischiare di morire sconosciuti a noi stessi. Apparire più che essere è il messaggio che ci propone l'ideologia del nostro tempo, attraverso la tv, che entra nelle nostre case e invade il mondo. E lo fa, in particolare, nei confronti delle donne, simbolicamente (e non solo) assoggettate al mondo dei maschi.
Ma perché le donne non reagiscono a questa violenza alle loro identità? Perché accettano tante umiliazioni ("belle e mute") pur di apparire, quando non umiliano esse stesse - diventate potenti - altre giovani donne?
"Di che cosa abbiamo paura?" si chiede Lorella Zanardo al termine del bel documentario, Il corpo delle donne, di cui è autrice insieme a Marco Malfi Chindemi.
Il documentario, di 25 minuti, si vede gratuitamente su internet. La Zanardo spiega così le sue intenzioni: "Siamo partiti da un'urgenza. La constatazione che le donne, le donne vere, stiano scomparendo dalla tv e che siano sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante" e prosegue "l'obiettivo è interrogarci e interrogare sulle ragioni di questa cancellazione".
La rappresentazione stereotipata delle donne è particolarmente grave in Italia, come rivelava già nel 2006 un rapporto Censis sul ruolo dei mass-media nel processo democratico di affermazione di pari diritti. In Italia è poco attuato il diritto delle persone a non essere discriminate, in particolare c'è poca attenzione verso una rappresentazione "plurale" delle donne, non offensiva della loro dignità.
Lo dimostrano anche le vicende del Cavaliere, cui viene perdonato qualunque comportamento sessita nei confronti delle (giovani) donne. Addirittura, donne parlamentari del Pdl se la sono presa con la moglie di Silvio Berlusconi, Veronica Lario, per le sue parole sui rapporti del marito con il mondo delle donne (e con la famiglia). Vicende che fanno passare il messaggio che, per avere successo o far carriera, occorre "dare": se donna (bella) il proprio corpo.

Guarda il documentario su www.ilcorpodelledonne.it

PS: occorerebbe una riflessione più approfondita sul "vero" linguaggio politico oggi e sui "veri" partiti: rispettivamente, la pubblcità e i grandi marchi (Adidas, Coca Cola, Microsoft, Nike ecc.), veicolati dalla tv. La pubblicità manipola i nostri desideri e utilizza la bellezza (fuggevole apparenza d'immortalità donata ai giovani dagli dei, secondo gli antichi greci) per sedurre i consumatori: ciò che appare bello deve essere anche buono. Così il mondo ci appare migliore di quello che in realtà è, e perdiamo la forza psico-fisica per cambiarlo. Non a caso, i poteri politici si interessano sempre più dei "corpi" e invadono la sfera privata delle persone ("biopolitica").

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