venerdì 1 maggio 2009

Disumani con gli immigrati.
Ci riprovano. Dopo il medico-spia, arriva il preside-spia. Andato (per ora) in fumo il tentativo di obbligare i medici a denunciare gli stranieri irregolari che chiedono di essere curati, ecco la proposta di legge che obbliga i presidi a denunciare i fligi di immigrati irregolari che si iscrivono a scuola. Tali norme, se introdotte, causerebbero una profonda esclusione sociale del milione di immigrati irregolari presenti in Italia: li costringerebbe a rinunciare a diritti umani fondamentali.
A questa palese violazione dei diritti umani si ispira il sindaco di Vittuone, Enzo Tenti, che vorrebbe aprire un apposito ufficio pubblico per schedare gli immigrati irregolari e segnalarli alle "autorità competenti". Quando Tenti dichiara che "questo progetto servirà a favorire l'integrazione, per fare in modo che gli irregolari non danneggino chi è irregolare", dice ipocrisie. Sa bene che i tre milioni di stranieri soggiornanti regolarmente in Italia sono in gran parte arrivati irregolarmente, cioè senza il nulla osta richiesto da un datore di lavoro italiano. Così è per tante badanti e tanti operai presenti nelle case e nelle aziende anche dei sostenitori della Lega o del Popolo della Libertà.
Ma in tempi di crisi torna comoda la politica del capro espiatorio e così il governo, in particolare la sua componente leghista, si accanisce contro gli immigrati, additandoli come responsabili della nostra insicurezza e dei nostri problemi.
Ma qual è la finalità più profonda di tali progetti del centrodestra? Far tornare gli immigrati a casa loro è solo un possibile effetto secondario. Lo scopo principale, incofessabile, è un altro.
Conoscete la vicenda del Ku Klux Klan? Era un'associazione clandestina che terrorizzava i neri d'America. Per farli tornare in Africa? No, per avere più docili servi nelle loro ricche case e schiavi nei loro campi. Così oggi in Italia, gli imprenditori che sostengono la xenofobia della Lega o il razzismo dei gruppi neofascisti, sperano di avere persone disponibili a lavorare di più e guadagnare di meno tenendoli sotto il ricatto dell'espulsione (anche uno straniero regolare, se perde il lavoro, dopo pochi mesi ridiventa irregolare).
Le persone che in buona fede sostengono tali politiche, credendole utili per risolvere i problemi dell'immigrazione, si sbagliano: favoriscono solo una cultura dis-umana, cioè contraria ai diritti umani per tutti. I problemi di integrazione sociale non si risolvono con la cattiveria, e nemmeno con il buonismo. Serve più giustizia sociale, e magari l'aiuto dei cristiani per riscoprire il significato della parola carità.
PS: al sindaco Tenti, di cui conosco la sensibilità nei confronti delle persone disabili, suggerisco di avanzarne un pezzettino per gli stranieri (e di utilizzare piuttosto un ufficio comunale per promuovere gli affitti di case a canone concordato); sarà un primo cittadino più accettabile.
SCHEDA: immigrati, ricchezza per l'Italia.
Gli immigrati spendono nel nostro Paese 25 miliardi di euro l'anno, 5 dei quali in consumi alimentari. Contribuiscono al nostro sistema pensionistico con 10 miliardi di euro. Sono titolari dell'8 per cento dei contratti di acquisto di case, per i quali pagano regolarmente un mutuo, e del 19 per cento degli affitti. 250 mila di loro sono già diventati imprenditori, concorrendo per il 9 per cento al nostro prodotto interno lordo, cioè alla ricchezza nazionale. Il 60 per cento versa risparmi in banca. E le badanti? Nel solo Nordest sono 50 mila a fronte di mezzo milione di ultrasettantacinquenni, il 20 per cento dei quali non autosufficiente, mentre i posti in case di riposo pubbliche e private sono 30 mila (tratto dal Messaggero di sant'Antonio, marzo 2009).

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