venerdì 8 maggio 2009

ELEZIONI/2. Scenari politici provinciali.
Sulle alleanze per le prossime elezioni provinciali "il mio pensiero è che non si può scegliere sulla base di sensazioni, simpatie, tesi precostituite. Si tratta di individuare cose da fare (in base a princìpi programmatici) e costruire vaste alleanze (con persone valide) sui punti comuni (pochi ma qualificanti). Con un presupposto: che siamo tra persone che rispettano gli impegni presi (o li rinegoziano insieme)."
Scusate l'autocitazione: è quanto scrivevo il 9 aprile scorso al Presidente della Provincia Filippo Penati (in coda a una lettera sulla situazione dei centri per l'impiego nell'ovest milanese), lontano dal pensare a una mia candidatura per il consiglio provinciale.
Confermo tale anticipazione, anche se sinistra e centrosinistra si presentano separati al rinnovo dell'Amministrazione provinciale. Il rischio di perdere, così, è altissimo. Chi è responsabile?
Vediamo cosa è successo. Penati, specie nell'ultimo anno, si è allontanato dallo spirito di coalizione che lo ha fatto vincere cinque anni fa, e ha inseguito la Lega sul suo terreno. Le sinistre non hanno saputo convincere il proprio elettorato che, nel 2008, ha voltato loro le spalle: in gran parte astenendosi, in parte riversandosi sul "voto utile" al Pd o su quello "antiberlusconiano" a Idv. La separazione era dunque nell'aria, anche perché Penati ha optato per una "coalizione coesa" (cioè ristretta) e ha dichiarato di voler fare a meno delle liste "falce e martello". Una scelta apparentemente suicida, visto il grande divario tra centrodestra (50,9%) e centrosinistra (36,3%) in provincia di Milano nelle politiche 2008 (oltre 265 mila voti di differenza).
Penati ha messo in conto - credo - la sconfitta (anche se, in campagna elettorale, dirà che ce la può fare, per rastrellare il "voto utile"), ha rotto deliberatamente con le sinistre più radicali, prepara un'alleanza di centro. Quando? Tra due anni, allorché - d'accordo il sindaco di Milano, Letizia Moratti - si voterà per la Città metropolitana, nuovo ente locale che assorbe la Provincia e parte dei poteri dei Comuni. Temerario.
Perciò penso che le sinistre genuine devono ritessere il filo con quelli che intendono rappresentare, i tanti che hanno (sempre) meno e che vogliono rialzare la testa. E devono misurarsi concretamente con i problemi di una globalizzazione in crisi. Senza spirito di setta, ma con umiltà e coraggio. Meglio sarebbe stato che Verdi e Sinistra democratica si unissero a questo percorso. Parte di loro lo hanno fatto, formando la lista civica un'altra provincia (assieme a quelli di Dario Fo e, nella nostra zona, a quelli del sindaco di Cassinetta, Domenico Finiguerra) in coalizione con Prc e Pdci. Questa coalizione di sinistra, che candida Massimo Gatti (consigliere uscente di Sd), è un primo timido passo nella giusta direzione. Una concreta speranza, se gli elettori la riconosceranno, nella possibilità di cambiare in meglio la vita di tutti.

Scarica la scheda di Massimo Gatti, candidato presidente della Provincia.
Scarica il programma amministrativo della coalizione di sinistra per la Provincia di Milano.

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