ELEZIONI/3. Scenari politici nazionali.
"Basta, non se ne può più di questa divisioni!" Questo sfogo molto frequente tra il popolo di sinistra coglie un aspetto decisivo: in questo modo, le sinistre sono votate alla sconfitta. Tale stato d'animo resta però progioniero dell'impotenza, quando porta a non votare o a farlo turandosi il naso.
In tutta Europa la sinistra stenta. Ma in Italia, come ha scritto di recente lo storico inglese Perry Anderson, la "sinistra invertebrata" ha perso contatto con la società e ha dilapidato un'eredità politica straordinaria (Internazionale 793/2009).
Il Partito Democratico resta un'indistinta formazione politica, troppo debole e moderata, pronta a scendere a compromessi (sul conflitto d'interessi, sulla laicità dello Stato, sui diritti dei lavoratori ecc.). E la sua pretesa autosufficienza è finita con la caduta di Veltroni.
I partiti a sinistra del Pd o si aggrappano a identità storicamente esaurite o propongono aggregazioni improbabili.
S'ingannano infine, quelli di sinistra che si rifugiano nel voto all'Idv. Di Pietro è abile a intercettare un senso comune "antiberlusconiano", ma non ha una politica all'altezza dei problemi. Soprattutto, non è culturalmente in grado di coniugare uguaglianza e libertà (nel Parlamento europeo spesso vota con i centristi).
Eppure un popolo di sinistra c'è (e io l'ho visto, parafrasando una battuta). Era alla manifestazione della Cgil il 4 aprile a Roma. Era, localmente, alla tre giorni dell'Anpi per la festa della liberazione a Magenta, con le "Staffette partigiane": giovani e non solo.
La destra italiana non ha quello strapotere che qualcuno gli attribuisce, anche se ci prova, grazie alla posizione dominante nei mass-media. Il PdL (Forza Italia più Alleanza Nazionale) nelle politiche 2008 ha raccolto il consenso di meno di 29 elettori su 100. Con i voti della Lega si arriva in tutto a 35, un italiano su tre. Non è un plebiscito: è l'effetto della legge elettorale "porcata" (che peggiorerà se passa il referendum del 21 giugno) a premiare oltre il dovuto Silvio Berlusconi. I sondaggi gli assegnano il 70% di gradimento degli italiani? Non sono voti, sennò che dire del 90% a favore di Napolitano? Quindi Berlusconi deve ringraziare, oltre alle sue note capacità di "venditore", la divisione delle sinistre e la loro incapacità di opposizione.
Rialzarsi si può e si deve. Le destre non solo ci hanno portato nella recessione più grave da ottant'anni in qua: sono convinte che, salvando le banche, le imprese possano ricominciare a fare profitti come prima, impoverendo il mondo del lavoro. Un'altra soluzione è possibile. La speranza arriva dall'America, del sud e del nord, e sta a sinistra.
venerdì 8 maggio 2009
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