Nord Ovest fra Grande Fiera e Malpensa. Ancora un pò di infrastrutture, poi basta?
Rilanciare la declinante Malpensa. Evitare che Expo 2015 depredi il territorio attorno alla grande fiera Rho-Pero, lasciando a bocca asciutta i Comuni coinvolti. Ridurre l'impatto ambientale e migliorare la mobilità nei territori del nordovest milanese e del basso varesotto.
A far quadrare il cerchio ci hanno provato, oggi a Legnano, i sindaci dell'alto milanese e del rhodense in una conferenza sulle infrastrutture della mobilità (Fiera-Malpensa A/R). Hanno presentato un documento dove esprimono "grande preoccupazione" sul dibattito in atto per Expo 2015. E fanno appello alle istituzioni, nazionali, regionali, locali, affinché vengano riviste le priorità e rese disponibili le risorse necessarie - per il Sempione-bis, il trasporto pubblico locale, le piste ciclabili - per contenere lo "spreco di territorio" e salvare la vivibilità di "un territorio già fortemente congestionato". Ma hanno trovato poco ascolto.
La Provincia di Milano era presente ai massimi livelli, ma tra un mese si vota.
Il Comune di Milano era assente, ma fa sapere sui giornali che vuole spostare il suo ortomercato proprio nell'area dell'Expo.
La Regione ha mandato un funzionario a illustrare innumerevoli opere infrastrutturali (essenziali, connesse, necessarie), per le quali però non ci sono risorse sufficienti. Stesso lamento dalle ferrovie, FS e FNM.
Il governo nazionale era rappresentato dal senatore Massimo Garavaglia (Lega). Ha promesso che nel pacchetto Expo ci saranno fondi per le principali infrastrutture, ma ha ammonito: "queste sono le ultime; tra cinque anni saremo ancora da capo se continuiamo a costruire case, capannoni, centri commerciali". Garavaglia ha quindi invitato i sindaci ad anticipare una legge regionale non ancora adottata: prevedere a ridosso delle nuove strade e ferrovie una fascia di rispetto (300 metri) dove non poter costruire, modificando in tal senso i PGT (piani di governo del territorio) comunali.
Come andrà a finire?
Il progetto esecutivo di Expo 2015 è ancora in alto mare.
La Malpensa naviga in cattive acque (e la Lega si volta dall'altra parte). CAI è un monopolio privato che ha sostituito quello pubblico, a carico degli italiani e senza benefici: personale dimezzato dalla cassa integrazione; voli internazionali al minimo (CAI si è appropriata degli slot, fasce temporali di permesso al decollo, ma ne usa solo uno su cinque); tratta Milano-Roma - in passato, una delle più remunerative d'Europa - battuta dal treno Freccia Rossa.
Il Sempione-bis rischia di non essere approvato dal CIPE o di essere ridimensionato, riducendo le opere di mitigazione ambientale (gallerie, trincee ecc.), perchè costa troppo: 282 milioni di euro preventivati per i 28 chilometri da Rho a Gallarate, che attraverseranno il parco del Roccolo.
I benefici attesi dai cittadini per la Grande Fiera non sono arrivati: da Rho il metro costa più del doppio che a Milano; la nuova stazione ferroviaria Rho-Fiera è senza parcheggi pubblici liberi.
Insomma, la situazione non pare sotto controllo e sfugge di mano ai diretti interessati: i cittadini che vivono in questi territori. L'ammonimento del senatore Garavaglia è solo la constatazione che stiamo superando i limiti. Servirebbe più coraggio e cambiare strada: alternative, globali e locali, sono possibili. Ne parlerò nel prossimo post.
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