giovedì 14 maggio 2009

Petizione europea contro lo strapotere di Cl in Lombardia.
"Comunione e Liberazione è l'unico movimento fondamentalista in Europa che ha costituito una situazione di potere monopolistico nell'ambito di un'importante istituzione pubblica come la Regione Lombardia attraverso un'occupazione militare dei suoi esponenti di tutti i centri di potere (dai Direttori Generali ai dirigenti delle Unità Organizzative nei più importanti Assessorati, dai Direttori Generali delle pubbliche Aziende Ospedaliere ai primari, dagli Amministratori Delegati ai Presidenti delle società di trasporto, dai Direttori Generali degli Enti e delle Agenzie regionali ai consigli di amministrazione delle società a capitale pubblico della Regione Lombardia operanti in ambito strategico come le infrastrutture, la formazione, l'ambiente ecc.) costituendo, di fatto, una pericolosa situazione di potere 'dominante'".
Questa è la premessa di una petizione popolare che ha già raccolto un migliaio di firme e che sarà inviata ai Parlamenti europeo e italiano. L'iniziativa è di Enrico De Alessandri, che è stato direttore del Centro Regionale Emoderivati e attualmente lavora presso il settore sanità della Regione Lombardia. Ha scritto un libro di prossima pubblicazione, Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia, di cui è disponibile una sintesi sul seguente sito, dove si può anche firmare la petizione online:
www.teopol.it
Secondo De Alessandri "tutti i movimenti fondamentalisti sono portatori di un'ideologia totalitaristica 'onnicomprensiva' che non opera alcuna distinzione di piani tra fede e politica e tende ad imporre un regime della verità a tutta la collettività".
Io ho già firmato. Pensaci anche tu.
PS: non può essere solo un caso che, durante le giunte Formigoni (Presidente dal '95), la Lombardia ha manifestato un vistoso declino.
E non solo nel primo trimestre di quest'anno (+341% di cassa integrazione sullo stesso periodo dello scorso anno, senza contare le piccole aziende, senza ammortizzatori sociali, che semplicemente licenziano).
I cattivi risultati del Pil (prodotto interno lordo) lombardo datano ormai da un quindicennio. Sono dovuti a un pesantissimo saldo commerciale (lo scorso anno -123%), poiché la Lombardia ha un tessuto produttivo vecchio ed è costretta a importare "conoscenze". E sono dovuti a investimenti sbagliati: i soldi non sono mancati, la Lombardia ha goduto di un 1% in più di fondi rispetto alla media europea; è mancata una politica industriale degna di una regione che un tempo era la "locomotiva" d'Italia e, addirittura, Milano la sua "capitale morale". Altri tempi.

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