ELEZIONI/2. Paradosso Italia: Berlusca giù, sinistra anche.
Il voto degli italiani per l'Europa è andato secondo le previsioni. Quasi. I successi di Bossi e Di Pietro, populismi di destra e sinistra, erano annunciati, così come il calo del Pd. Non prevista è stata la battuta d'arresto del Pdl: solo un italiano su cinque (10,8 milioni di voti su 50,3 milioni di elettori) ha scelto la nuova creatura di Berlusconi. Rispetto alle elezioni politiche dello scorso anno il cavaliere ha perso 2,9 milioni di voti, non recuperati dalla Lega che ha incrementato di 100mila voti i 3 milioni ottenuti nel 2008 (lontana però dal record '96 con 3,8 milioni di voti). Insomma, a solo un anno dalla rielezione il Berlusca torna giù ai livelli del 2004, consumando l'alto gradimento che vantava.
Nè le sinistre, né l'Udc che conferma circa 2 milioni di voti, approfittano di tale débacle.
Aumenta il non voto: contando anche le schede bianche o nulle, quasi il 40% degli elettori non si esprime. Nel complesso rispetto al 2008, quasi 3,4 milioni di elettori lasciano i partiti di destra e 2,4 milioni quelli di sinistra.
Ben 4 milioni di elettori non rivotano il Pd: 1 milione si rivolge alla sua sinistra (Prc-Pdci e Sinistra e Libertà), oltre 700mila tornano ai radicali, 1 milione prova Di Pietro che - con 2,4 milioni di voti - tocca il massimo storico; il resto si astiene.
Per la sinistra italiana questo è il peggior risultato del dopoguerra: solo 27 elettori su 100 la scelgono, divisa e incomunicante. A completare il disastro, lo sbarramento elettorale del 4% voluto da Berlusconi e Franceschini: il 6,5% dei voti a sinistra (Prc-Pdci 3,4%; Sinistra e Libertà 3,1%) non porta nessun parlamentare europeo. Non consola che la destra di governo, unita nell'abbraccio Bossi-Berlusconi, abbia la stessa percentuale di consenso. Non consola che quasi tutte le sinistre europee arretrino, facendo dire a qualche osservatore che - dopo la caduta del comunismo nell''89 - questa è la caduta della socialdemocrazia.
Inutile, per noi a sinistra del Pd, accampare scuse (se il Pd non avesse rotto a sinistra, se Vendola avesse evitato la scissione, se se se ...). Inutile prendersela con gli italiani e concludere, sbagliando, che l'Italia è ormai un paese di destra. Milioni di elettori attendono una sinistra degna del loro consenso.
Incomprensibile dividersi tra chi guarda al futuro e chi non dimentica il passato: così si rischia solo di rimanere imprigionati nel presente, dopo che la base sociale della sinistra è stata sconvolta dal liberismo globalizzato e ha smarrito le ragioni della solidarietà (dov'è, nella più grave crisi economica da settant'anni, il protagonismo di un movimento operaio internazionale?).
La strada per rivivere sarà lunga e non basterà il pur necessario ricambio delle classi dirigenti. La sinistra deve ritornare nel piccolo, stando vicino a chi ha meno, e pensare in grande, elaborando soluzioni almeno a livello europeo per ridare dignità al lavoro a partire dalla salvaguardia ambientale.
martedì 16 giugno 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento