martedì 23 giugno 2009

La lezione di Milano.
Le destre non sono imbattibili. Milano è un esempio, anche se si è persa una grossa occasione di allargare la crepa aperta nel berlusconismo dal voto del 6-7 giugno.
Il centrosinistra poteva vincere le elezioni per la Provincia di Milano. Mezzo milione di voti a Penati (536.236, il 49,8%), mezzo milione a Podestà (540.856, il 50,2%): meno di 5mila voti di differenza. Come ha osservato Baruffi (Udc), Penati paga la "scelta coraggiosa" di rompere a sinistra. Se avesse avuto una vocazione unitaria e non si fosse presentato come un capo senza partiti, Penati avrebbe mantenuto coeso l'elettorato di sinistra e allargato il suo consenso. Invece no, anche dopo la sconfitta (quasi 400mila voti in meno del primo turno nel 2004), Penati insiste con un veltronismo non buonista che non porta lontano. E insiste nel sottolineare di aver escluso dalla sua coalizione la sinistra, con cui "non si vince": invece cinque anni fa, costruendo alleanze a sinistra, ha vinto; oggi ha perso alleati e voti.
Non è andato a votare un milione di elettori, metà dei quali si era recato alle urne nel primo turno. Segno di una disaffezione che comincia a colpire pesantemente anche il centrodestra: un elettore su tre non è tornato al ballottaggio. Perdita avvenuta nonostante si siano mossi in prima persona Berlusconi e Bossi a sostegno del "signor nessuno", come la Lega definisce Podestà. In effetti Podestà è poco noto, nel Pdl ha trovato ostacoli (Formigoni e i ciellini), come berlusconiano non è apprezzato dai leghisti. Inoltre, lo scorporo di Monza-Brianza dalla Provincia di Milano aumentava le chance del centrosinistra. Invece, Penati ha sprecato questa occasione "dando per scontato che il nord è di destra, e così ha cominciato a imitare la Lega", come ha sostenuto Moni Ovadia (Sinistra e Libertà), che pure ha fatto un appello con Dario Fo e altri per scongiurare il ritorno della destra in Provincia.
Lo stesso Ovadia ha sostenuto che, in caso di sconfitta, Penati non sarà più una figura spendibile.
Io credo che le sinistre, per rinascere, abbiano bisogno di non cacciare nessuno. Però, non mi sembra utile la sponsorizzazione che il Corriere della Sera fa di Penati (che La Russa vedrebbe bene nel Pdl) come prossimo candidato del centrosinistra per la Regione Lombardia. Occorre ben altra capacità di unire le opposizioni al duo Berlusconi-Bossi, e di trovare risposte a una crisi che sta mettendo in ginocchio tante persone.
PS: una notizia buona e una cattiva dal referendum elettorale. La buona: 4 elettori su 5 hanno rifiutato il bipartitismo (la "legge del capo"), con buona pace di Berlusconi e Franceschini. La cattiva: la più bassa partecipazione mai registrata (23%), mette in crisi questo strumento di democrazia diretta, per colpa di apprendisti stregoni (Segni, Guzzetta & C) da cui sarà meglio stare alla larga.

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