mercoledì 6 maggio 2009

Un futuro sostenibile è possibile/2
Fare a meno dell'ideologia della crescita illimitata può essere anche una scelta locale, in primo luogo dei Comuni. A questi enti locali più vicini ai cittadini da un ventennio sono stati tolti poteri, per far posto a un neocentralismo regionale, spesso più opprimente di quello statale.
I Comuni, però, possono ancora scegliere la destinazione d'uso del loro suolo e così determinare uno sviluppo sociale anziché un'altro. Le dotazioni territoriali sono espressione concreta dei diritti di cittadinanza tutelati dalla Costituzione e devono coniugare le sfide della modernizzazione con i princìpi della sostenibilità ambientale ma anche della coesione e della solidarietà sociale.
La speculazione fondiaria va riportata sotto rigido controllo, dando priorità alla salvaguardia integrale delle due principali risorse naturali disponibili nella pianura padana (rinnovabili ma non indistruttibili): il suolo agricolo e le acque, superficiali e di falda. In particolare, vanno salvaguardati i parchi e le aree agricole, e va prevista l'"opzione zero" nel documento di piano quinquennale, inserito nel PGT comunale (piano di governo del territorio, che in Lombardia ha sostituito il PRG), individuando le aree non edificabili.
Gli standard urbanistici sono il riconoscimento del ruolo fondamentale che i servizi pubblici svolgono per la vivibilità dei nostri paesi. Essi vanno aumentati e rivisitati, alla luce di più generali "indicatori di vivibilità", anche proponendo ulteriori parametri e requisiti nell'ambito della dotazione standard da prevedere nel PGT. In particolare con le nuove dotazioni standard vanno individuati (predisposti in concreto e non solo sulla carta) i livelli minimi essenziali delle prestazioni sociali (in certi casi anche intercomunali) per un rinnovato welfare locale: assistenza sociale e sanità, istruzione, innovazione e ricerca, esercizio della libertà di religione, fruizione del tempo libero, della cultura e dello sport, mobilità, accessibilità e trasporto pubblico, godimento dei beni paesaggistici e storici, tutela dell'iniziativa economica in coerenza con l'utilità sociale e la sicurezza del lavoro, servizio abitativo sociale.
I PGT devono diventare lo strumento per regolare l'uso complessivo del territorio, con lo scopo di realizzarne meglio le utilità e risolverne i problemi. Un vero e proprio ruolo sociale del PGT deve dare priorità alla realizzazione di luoghi di incontro e scambio culturale, pensando in particolare alle esigenza di giovani, adulti, anziani, bambini e adolescenti, poiché queste sono le vere differenze da considerare e non certo il sesso, il ceto sociale, la nazione di provenienza, il credo politico e quello religioso.
Bisogna quindi mettere al centro l'infrastruttura sociale, che va considerata uno degli elementi di base per valorizzare il territorio, alla pari delle infrastrutture tecniche ed economiche, quali le strede, le reti di distribuzione dell'energia, le fognature.
Una pianificazione adeguata ha la finalità, in primo luogo, di evitare un incremento delle situazioni di rischio. Quindi ogni politica urbanistica - sia che riguardi il miglioramento, il recupero, la trasformazione delle aree già edificate, che la realizzazione di espansioni edilizie o di nuove infrastrutture - va condizionata dalla preventiva individuazione delle aree da escludere per la loro fragilità (e quindi da tutelare), da quelle disponibili in quanto con il maggior grado di sicurezza, determinato dal livello di vulnerabilità e pericolosità.
Infine, occorre programmare con l'ambiente, cioè individuare criteri e strumenti per la pianificazione sostenibile che integrino la pianificazione territoriale e urbanistica con un Piano di azione ambientale elaborato in base alle Agende 21 Locali (impegni di Aalborg), in una dimensione intercomunale e sovracomunale.
Così si prepara, a livello locale, un futuro sostenibile.

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